licenziamento del poeta
mercoledì, aprile 04, 2007
Tempo fa, fu eìo (nei commenti a questo post: io ho la memoria di un elefante) a suggerire ch'io gli ricordassi il Golosastro. D'altronde, ancor prima, diversi blogger che sono stati a cena in mia compagnia hanno avuto modo di apprezzare la mia estrema sensibilità di gourmet. La mia passione per la buona tavola, per il buon cibo e il buon vino, qui, è ben risaputa: al punto che non vi spiacerà, spero, se omaggerò di un breve elogio in versi la figura professionale che, attraverso gli anni, mi ha permesso di godere di tali e tante soddisfazioni, ovvero il cuoco. E, poiché sono pigro, allo scopo di faticare meno, e di divertirmi di più, ho pensato di parodiare l'assai celebre composizione di un poeta più degno, il che mi ha risparmiato di scrivere una lirica ex novo. Che, si sa, lavorare stanca. State bene. Al cuoco Forse perché delle fatali orgiate e quando, appetitoso aedo, sottaceti Vagar mi fai senza pensier su l'orme obese ed ure onde il medico si strugge.
tu sei il mago, a cucinare vien,
stasera! E quando si sorseggia lieti
giù nelle stive ed ai pianterreni,
teneri, e funghi, e arrosto asperso meni,
sempre accendi l'orata, e le secrete
vie del mio languor soavemente tieni.
che vanno al grande forno; e intanto s'unge
questo meo mento, e aumentano le forme
L'agnello gira sulle brace, e enorme
lo stomaco guerrier entro mi rugge.




