licenziamento del poeta

il blog di davide l. malesi. letteratura, amore, morte e altre sciocchezze.

martedì, ottobre 30, 2007

terrorismo

L'altro giorno stavo nel mezzo di una riunione sindacale, e c'era un sindacalista di una sigla della Triplice, che parlava di erosione della sfera dei diritti. Questo sindacalista si dà molto da fare, è una persona seria, si sbatte parecchio, ha un sacco di iscritti perciò quando c'è una riunione sindacale, è giusto che parli: sì, perché insomma attraverso lui parlano i suoi iscritti, lui è la voce di quegli iscritti, e non si può impedire a uno che ha un sacco d'iscritti, di parlare: perché è come negare la parola ai suoi iscritti. Il problema è però che, secondo me, questo qua parlare non sa proprio: una cosa che succede. C'è gente che non sa mica mangiare (quasi tutti); che non sa scopare (torme, vi dico); che non sa leggere (di questi, a sciami); che non sa tenersi l'uccello per pisciare senza far danni imbrattando la tazza (non sa esattamente quanti: ma troppi per i miei gusti, comunque). Questo sindacalista che è poi anche una persona seria, non sa parlare in pubblico. S'incarta, a volte cioè perde il filo del discorso, è poco incisivo, non riesce a spaventare la gente. Che questa è una cosa secondo me vitale per uno che fa il sindacalista: perché non c'è santo, la gente non si sbatte a fare scioperi e a fare agitazioni, se non è spaventata. Una delle doti essenziali che un sindacalista deve avere, è saper spaventare la gente. Non come fa Wes Craven, però: nel senso che la paura non dev'essere di quelle che ti fa sobbalzare sulla sedia e ti fa stare sveglio la notte, ma una cosa sottile che ti s'infila nella pancia, e da lì s'insedia nei tuoi nervi, eppoi ti s'accasa in testa. Però lui quando parla, mica te la fa venire. Allora dopo che aveva parlato anzi sproloquiato per un quarto d'ora sulla problematica erosione della sfera dei diritti, sul fatto che ormai le aziende vogliono imporre la piattaforma contrattuale, muoversi in un'ottica di dirigismo, intaccare la dignità della base, limitare i diritti acquisiti non contrattualizzati, lui ecco era lì che parlava di cose brutte tremende gravissime orripilanti, però non c'era ancora nessuno veramente spaventato. Cioè l'argomento in questione era il fatto che fino ad oggi esisteva una legge non scritta qui a livello aziendale: ovvero che un dipendente, nell'atto di andare in pensione, avesse diritto al fatto che venisse assunto al suo posto uno dei suoi figli. Un modo di garantire la tranquillità a una persona non solo per la sua carriera, ma anche per quella di almeno uno dei suoi figli. Il che a me sembra una cosa veramente sacrosanta: ma il fatto è che bisogna stare attenti a dirlo, non è un argomento che si può tirar fuori in trattativa ad alta voce, perché non è, non può mica essere, una cosa inserita nel contratto. Ed è per questo che l'azienda l'ha attaccata subito dopo aver perso la battaglia sul contratto integrativo. Quindi se si vuol conservare questo diritto acquisito bisogna attaccare l'azienda per vie traverse. Comunque il fatto era che 'sto sindacalista parlava e parlava, ma non riusciva a spaventare nessuno. Allora ho pensato di dargli una mano,  ho approfittato per chiedere la parole un istante eppoi ho detto qualcosa come: "Quello che il mio collega intende dirvi è che, oggi come oggi, l'azienda, non solo questa ma tante altre, forse tutte, non fa più le battaglie campali come le faceva negli anni Sessanta o Settanta. Sa che è destinata a rimetterci. E allora fa la guerriglia. Cioè, vi stacca le cose a pezzi e bocconi. E voi nemmeno ve ne accorgete perché vi sfilano i diritti da sotto il culo. Non vi pare che sia il caso di combattere per ogni piccola cosa, vi pare troppo faticoso. Su questo l'azienda ha gioco facile perché vi dice che sono tempi di crisi. Bene: lo saranno pure, ma con novecento milioni di euro di utile, mica spicci, e quasi dieci miliardi di giro d'affari, questa azienda non ha il diritto di farvi pagare a voi i tempi di crisi. Ecco, voi ve la immaginate una mela? Una bella mela rotonda. Se qualcuno tenta di fregarvela, voi v'imbestialite. Non volete che vi porti via la vostra bella mela rotonda lussureggiante. Ma se qualcuno mentre dormite dà un mozzichetto piccolo alla mela, uno oggi uno domani,  dopo un po' la mela è ridotta che fa schifo, e voi nemmeno ve ne siete accorti. E siccome è ridotta che fa schifo, tutta intaccata da mozzichi, non è più la vostra bella mela rotonda, ecco allora voi non la difendete nemmeno più. A quel punto ve la possono portare via pure tutta assieme. Però voi non vi dovete dimenticare che il risultato è lo stesso dell'altro sistema, di fregarvi la mela. Lì in un colpo solo, qui un po' per volta, il risultato è uguale: voi restate senza mela. Alla fine, quella la mela non c'è più. Niente più diritti. Ve l'hanno messo per bene al culo, a tutti".
Allora la cosa che m'ha fatto piacere è che s'è diffuso nella sala, dopo che avevo parlato, un tangibile senso di disagio. Che si vedeva che ci avrebbero rimuginato sopra, a questa cosa. Quello che poi invece m'è piaciuto meno è che l'altro sindacalista quello che parlava tutto in sindacalese e non riusciva a spaventare nessuno, dopo la riunione m'è venuto a dire che non è il caso di parlare così agli iscritti, perché li suggestiona, perché poi gli viene l'angoscia, perché è come fare del terrorismo. Mah.

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