licenziamento del poeta

il blog di davide l. malesi. letteratura, amore, morte e altre sciocchezze.

venerdì, novembre 04, 2005

Speakin' Texas Joe

Nel prossimo numero di Origine (attualmente in preparazione) troverete, tra le altre cose, un'intervista di Carlo Lucarelli a Joe R. Lansdale. Riporto qui giusto un paio di botta-e-risposta, tanto per invogliarvi all'acquisto:

D. Tutti i tuoi romanzi hanno come sfondo, come scenario il Texas, perché?

 Il texas rappresenta cosa le persone vogliono dall’America. Il Texas è uno stato mentale, tutto quello che nel bene e nel male vuole credere l’America per quello che s’immagina l’America sia. Nel Texas c’è un’aria di libertà e d’indipendenza, vi è una visione delle cose molto particolare, i problemi si affrontano a viso aperto, le persone hanno un carattere duro, forte. Hanno certamente influito anche le ragioni storiche, la sua colonizzazione risale a quando vi era il mito della frontiera, ed i primi ad arrivare furono avventurieri, seguiti  da tutto un marasma di persone in cerca di una nuova vita o di fortuna, erano gli ultimi, quelli non radicati nell’Ovest, spesso delinquenti e prostitute, cacciatori di tesori. Per questo il Texas fu a lungo una terra di violenza.  C’è, e forse magari qualche altra volta se abbiamo più tempo la posso raccontare, una vera e propria mitologia del Texas.

D. Come vengono accolti i tuoi libri dagli americani, anzi dai texani?

In America i miei libri piacciono ai Texani indipendentemente dalla crudezza delle storie e da una mia strisciante critica ad un certo stile di vita o modo di essere, o comunque, possiamo dire, nonostante il mio sguardo non sempre compiacente con una società dura, difficile, spesso razzista ed alienante. Devo dire però anche che noi texani quando e  se c’è qualcosa di brutto, non tendiamo a nasconderla o ad occultarla, abbiamo invece il coraggio di tirarla fuori, noi tendiamo naturalmente a mostrarla senza imbarazzi, anzi direi che la mettiamo sotto la lente d’ingrandimento. La letteratura serve anche a questo.

D. Nel Mondo degli orsi c’è una scena particolare, quando i due protagonisti, che poi sono due investigatori, vengono aggrediti e pestati brutalmente, direi quasi massacrati, uno di essi in usa scena cruda, descritta in maniera tanto precisa nella sua violenza e nella sua ferocia, ecco proprio mentre c’è una scena del genere, uno dei due protagonisti emette un peto. Mi ha sempre colpito questo elemento grottesco all’interno di un romanzo di una crudezza incredibile … che è poi una costante della tua scrittura.

Tutti noi abbiamo l’esperienza di come alcuni momenti tragici, spesso pensa anche a situazioni come i funerali, rivelano sempre elementi grotteschi o ironici, la vita ha proprio questa caratteristica tragica, violenta, assurda ed insensata ma allo stesso tempo anche surreale, comica, grottesca, tutto è mescolato come in una grande pentola dove tutto bolle.

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